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Il mondo adesso non è più lo stesso, Ma io mi ricordo di un tempo in cui Questo cesso sembrava un po’ meno scontato E pensare non era reato E non eri culturalmente obbligato a mostrarti contento Di partecipare a un benessere che è basato sullo sfruttamento Di mute ignoranti e ignorate masse, Sulla fronte grondante sudore degli ultimi della classe In questa grande scuola elementare A cui il mondo somiglia e in cui puoi trovare: Il povero, il ricco, il somaro, il secchione E il vecchio professore che va cercando nel portone Quella che sola gli può dare una lezione.
Le cose che t’insegnano nel tuo cervello disegnano Il mondo da conoscere, le strade da percorrere.
Voglio un’altra società, non smetterò di cercare Nuove possibilità al di là del già conosciuto Voglio parlare un altro linguaggio, Per raccontare chi sono davvero, Che possa tradurre in parole il mio vero pensiero.
È tutta una grande competizione Per avere il voto più alto Per prendersi il primo banco e far bella figura col professore Mentre in fondo alla classe i ripetenti fanno combutta Vedrai prenderanno di certo zero in condotta.
E poi da grande: ora, labora, produci. Spendi tempo fatica in fabbrica o negli uffici Metti sempre più carne nelle mascelle voraci Del meccanismo massificante Che ti trasforma da uomo in cliente.
Voglio un’altra società, non smetterò di cercare Nuove possibilità al di là del già conosciuto Voglio parlare un altro linguaggio, Per raccontare chi sono davvero, Che possa tradurre in parole il mio vero pensiero.
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