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Nuovo album live... gratis!
Finalmente è disponibile per il download gratuito il nostro quinto e ultimo album. È un live registrato in diretta radiofonica con un brano registrato in studio. Buon ascolto!
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Quarto album per l’oggetto rumoroso non identificato dal titolo chilometrico non facile da ricordare per chi soffre di memoria corta: ”Poi Dice Che U.N.O. Si Butta A Sinistra, Ovvero Il Declino Del Capitalismo Reale”. Per quanto riguarda le coordinate stilistiche i ragazzi si aggirano dalle parti di un indie rock massiccio, con buone virate hard che, in poche parole, alcuni colleghi definirebbero crossover.

 

Il disco si apre con un guazzabuglio di frasi impastate che vanno dal “Benito” nazionale ai Beatles passando per Mario Brega, fra loro la voce del mitico principe De Curtis che recita “Poi Dice Che Uno Si Butta a Sinistra” tratto, se la memoria non inganna, da “Totò e I Re Di Roma”.

Il primo brano è “Ma(t)rx” summa di quanto appena detto. I capitolini si muovono tranquillamente fra i generi, mostrando capacità tecniche e buon gusto, cosa molto rara di questi tempi, “Silenzio”. I testi a volte cozzano con la melodia, dando l’idea di rimanere indietro, incapaci di allinearsi perfettamente con i tempi, ma forse è colpa della difficile lingua italiana, un po’ restia alla musicalità.

“Teschi E Ossa”, brano ossuto con spoken word di Andrea Ra, ricorda il buon Ferretti, subito dopo si riparte sulle note di “Geronimo” fatto di chitarre acustiche e “asce” metalliche di matrice maideniana.

Il carniere è veramente cosi ricco di materiale che potremmo considerare questo lavoro un doppio dalla molteplice faccia. Equilibri ed intrecci convivono nell’album andando ben oltre il classico significato di eterogeneità.

“Il Dottor Ernesto” danza su ritmiche da bossanova dalle atmosfere delicate, dedicato al comandante “Che”. Alcune cose non convincono, “Cochabamba” è una canzonetta pop-rock che si trascina dietro inutili, tanto quanto fuori luogo, scorie nu-metal. I testi sono pura lotta sociale, passano da Mario Scelba all’anarchico Pinelli senza dimenticare Carlo Giuliani e Sacco e Vanzetti, il tutto in “Sentieri Di Versi (Piccola Storia d'Italia Dal Dopoguerra A Oggi: Racconti E Ricordi)” che scomoda l’albertone Sordi e i R.A.T.M. Ottima “Anni Di Pongo” meno riuscita invece “Verità Elastica”.

Un album che vive di chiaroscuri, dove le luci bianche sono accecanti e il nero pece è simile alla profondità cieche del mare. Un album cosi lungo comporta questi rischi abbastanza prevedibili, ma li dove il songwriting non è efficace, “CCCP” ad esempio, subentra la tecnica e la precisione a sopperire a tale mancanza. Nel complesso un buon lavoro da ascoltare più volte.

Giuseppe Celano [Extra Music Magazine]

 

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